Noi Lesbiche su basi di roccia abbiamo consolidato un amore forte!




Oggi due nostre grandi amiche festeggiano un importante traguardo dopo aver fatto un passo fondamentale quale la convivenza, oggi festeggiano un anno e mezzo passato assieme nell'amore, nel rispetto e nella reciproca fiducia, stima e supporto.
Su basi di roccia hanno consolidato un amore forte, che supera ogni ostacolo.
"Grazie di esistere,
di essere sempre al mio fianco,
di credere in me
di avermi insegnato ad apprezzare la vita
di essere in grado di credere in qualcosa di così grande come il nostro rapporto.
Per altri mille giorni così luminosi al tuo fianco.
Ti amo amore mio"

Due lesbiche madri dello stesso bimbo

Spagna, via libera del Comitato etico
La Spagna sposta in avanti la frontiera etica nella sperimentazione della riproduzione assistita. Il Comitato etico ha dato il via libera alla possibilità per le donne lesbiche sposate, con la legge sui matrimoni gay del 2005, di diventare ambedue madri biologiche dello stesso figlio. Una donna potrà donare un ovulo mentre l'altra porterà il feto fino alla nascita. Tecnicamente ambedue saranno madri biologiche del futuro bambino.
La decisione del Comitato etico è stata presa dopo che diverse coppie sposate di lesbiche si sono lamentate di essere discriminate. Secondo la legge del 2006, infatti, per il dono di sperma da marito a moglie non è previsto l'anonimato come invece per il dono di ovulo fra una donna e l'altra. La decisione del Comitato della riproduizione umana assistita è stata sollecitata dalla vicenda di due donne, sposate con la Legge Zapatero del 2005, che avevano denunciando una discriminazione fra coniugi eterosessuali e omosessuali. Marta e Carmen si erano rivolte a una clinica privata per organizzare la doppia maternità biologica; la prima avrebbe donato l'ovulo che, fecondato in vitro grazie a un donatore maschile anonimo, sarebbe stato impiantato nella seconda. Ma la loro richiesta era stata respinta sulla base delle disposizioni sull'anomimato dei donatori.L'organismo etico, formato da magistrati, psicologi, avvocati, medici, esperti in bioetica ed esponenti della comunità scientifica, nei giorni scorsi ha dato loro ragione. Una circolare sarà inviata fra breve alle autorità sanitarie regionali per invitarle garantire gli stessi diritti alle coppie eterosessuali e omosessuali.L'ultima parola spetterà però alle singole regioni autonome. Con ogni probabilità l'applicazione non sarà la stessa nelle aree governate dai socialisti del Psoe e in quelle guidate dal Partito Popular di centrodestra, vicino alle posizioni della Chiesa cattolica, la quale ha severamente criticato la legge sui matrimoni e sulle adozioni gay.Per ora le coppie lesbiche continueranno ad avere bisogno di donatori maschi di spermatozoi, anche se anonimi. Ma presto potrebbe non essere più così: la scienza presto consentirà alle donne di "autofecondarsi" con le proprie cellule staminali estratte da capelli o pelle, che sostituiranno gli spermatozoi maschili.

VERONA. UNA COPPIA CHIEDE DIRITTI

E' una questione di giustizia, civiltà
venerdì 12 dicembre 2008 ,
di il Gazzettino VERONA.
Ci rivolgiamo alle maggiori rappresentanze d'Italia affinché contribuiscono a diffondere diritti civili e di pari opportunità fra tutti gli Italiani. Noi siamo Lorenzo Bagato e Gino Tagliapietra, cittadini italiani rispettivamente di anni 62 e 57, residenti a Spinea (Ve). Ci conosciamo da 33 anni, conviviamo da 16 anni, ci vogliamo bene, ci aiutiamo nel bene e nel male e uno di noi è invalido al 100\%. Siamo comproprietari dell'appartamento in cui viviamo e non possediamo altro, siamo stimati ma a volte troviamo grosse difficoltà perchè per la legge italiana noi due assieme non siamo nulla. Alla morte del primo di noi due, chi rimarrà non è sicuro di ereditare quello che abbiamo costruito assieme anche se abbiamo fatto testamento.
Vorremmo avere dei diritti e dei doveri come tutte le coppie conviventi, che lo desiderano, siano esse: etero, omosessuali o unite per farsi compagnia ed aiutarsi e amarsi nelle difficoltà della vita; vorremmo aspettare la morte nella certezza di ereditare reciprocamente i beni posseduti in vita assieme, avere diritto alla pensione di reversibilità e poter riposare, dopo la nostra morte, in cimitero uno accanto all'altro. Precisiamo che non siamo sposati e non abbiamo figli. Molti italiani fanno dei matrimoni di copertura in quanto non c'è in Italia una legge che tuteli i singoli e le coppie omosessuali. Le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, sono legalizzate nei paesi più avanzati d'Europa e del mondo; è una questione di giustizia, civiltà e laicità che porterà l'Italia al passo dei paesi più evoluti con pari dignità e opportunità fra tutti i cittadini italiani che non dovranno più nascondersi e, non deve per forza chiamarsi matrimonio.
Ricordiamo che 33 anni fa fu approvato, tramite referendum, il divorzio nonostante che la maggior parte politica ed ecclesiastica fosse contraria. Per la Chiesa, relativamente al sesso, quasi tutti siamo peccatori, essendo divorziati (vedi Berlusconi), aver avuto un rapporto sessuale prima o fuori del matrimonio, usare preservativi, ecc. Il Presidente Berlusconi ed il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna (ex velina) dovrebbero essere imparziali con tutti gli italiani e legiferare una legge per i diritti e doveri degli omosessuali che non hanno in Italia la possibilità di sposarsi, delle coppie di fatto, dei più deboli e delle minoranze.
Viva l'Italia libera, democratica, onesta europea, con pari opportunità e diritti civili per tutti!
Diamo il consenso di diffondere integralmente il contenuto di quanto scritto.
Bagato Lorenzo e Tagliapietra Gino

Intervento arrivato all'Arcigay ed Arcilesbica di Verona
Io credo che per il movimento LGBT ed ARCIGAY-LESBICA in particolare, sia davvero importante riprendere una battaglia per i diritti civili, la dignità e la Parità che in questo momento mi sembra parecchio morta.
E' davvero il momento! la Chiesa Cattolica dopo la caduta sulla depenalizzazione è in grossa difficoltà. Dobbiamo fare come due anni fa quando si parlava di PACS e diritti grazie all'azione del bravo Alessandro Zan, poi non so perchè... il nulla. Perchè Arcigay e il movimento hanno rinunciato a questa battaglia? Non possiamo lasciare l'iniziativa ai singoli, come questi due splendidi signori di Spinea e lasciarli soli! Fra un pò ci saranno le elezioni Europee, comunali (Padova), Provinciali (Verona) e tante altre nel Veneto...Rompiamo i c..!!!!
Riprendiamo la battaglia tutti uniti, cominciando dalla nostra regione, e come dice Roberto sulla mailing-list di Arcigay Verona: UNITED WE STAND!
Per i nostri diritti, la nostra dignità, parità e laicità.
G. B.
Intervento di Alessandro Zan
Caro Gianluca,
hai ragione purtroppo la battaglia per le coppie di fatto e per i Pacs è stata totalmente abbandonata dal movimento e da Arcigay nazionale- non certo dai comitati provinciali - . Anche per questa ragione è finita la mia esperienza in segreteria nazionale con le mie dimissioni. Ritengo (e chi mi conosce bene lo sa) che non sia possibile condurre una battaglia e poi magari vincerla senza una presenza forte e coraggiosa all'interno delle istituzioni. Sono perfettamente d'accordo nel continuare come abbiamo sempre fatto, anche con la bella campagna elettorale di Michele Breveglieri a Verona, a lavorare per rafforzare la nostra iniziativa politica in Veneto. A febbraio si terrà il congresso regionale di Arcigay. Quella potrebbe essere una delle occasioni per rilanciare una forte iniziativa politica.
Un abbraccio a tutt*
Alessandro

Le 15 ragioni per dire no al matrimonio omosessuale

Spulciando qua e là...ho trovato:
Le 15 ragioni per dire no al matrimonio omosessuale
1. Il matrimonio gay non è naturale! Come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l'aria condizionata e il profilattico.
2. Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay! Allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti.
3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici! Perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi.
4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente! Le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non possono sposare i bianchi e il divorzio non esiste
5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi! La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor, o di quello di 55 ore di Britney Spears, verrebbe distrutta.
6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli! Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bocche da sfamare
7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay! Proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali
8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione! Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all'intera nazione. Ecco perché in Italia c'è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita
9. I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile e uno femminile a casa! Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.
10. Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali! Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all'allungamento della vita media.
11. Le relazioni gay non sono durature perché i gay per natura sono promiscui. Infatti i mariti etero e le mogli etero non hanno MAI relazioni extraconiugali e non divorziano mai.
12. I bambini cresciuti da una coppia gay verranno derisi e discriminati dagli altri coetanei. A differenza di quelli con le orecchie a sventola, quelli con il naso grosso, quelli grassi, quelli effeminati, quelli di colore, quelli con la erre moscia, o quelli troppo bassi che sono accettati da tutti i coetanei e mai presi in giro da nessuno.
13. Perché la religione cattolica vieta l’atto omosessuale che è considerato peccato, e dunque loro non possono sposarsi ma possono farlo assassini, pedofili, maniaci sessuali, ladri, mafiosi, serial killer, truffatori, mercanti di organi, commercianti di bambini , di schiavi, di pellicce, papponi e chiunque non sia un omosessuale.
14. Perché il matrimonio omosessuale comporta l’atto omosessuale. Ma la Bibbia considera peccato l’atto omosessuale così come la masturbazione, i rapporti sessuali prima del matrimonio e i rapporti sessuali che non hanno il fine di procreare.
15. Perché verrebbe meno l’antica tradizione calcistica Italiana, dato che di sicuro ci saranno meno calciatori.Infatti si sa che i gay odiano il calcio e porteranno a odiarlo anche ai loro bambini impedendogli quindi di praticare qualsiasi tipo di sport che non sia danza classica, ginnastica ritmica, pattinaggio sul ghiaccio, shopping, manicure, lampada e bolle di sapone.

Presentato il testo della proposta di legge dei Didore


Il Corriere della Sera
ROMA — La famiglia è la famiglia. Per carità. Unica e costituzionalmente tutelata: non si tocca. Ma il resto è vita. Il resto esiste e sono le coppie conviventi, omosessuali o no. E comunque hanno bisogno di diritti. Eccoli gli otto articoli di diritti.
Ovvero: i Didore, diritti e doveri di reciprocità. La proposta di legge pensata, voluta e strutturata dai ministri Gianfranco Rotondi e Renato Brunetta che verrà depositata oggi alla Camera (protocollo Ac 1756).
A depositarla saranno Franco De Luca e Lucio Barani, i primi firmatari della proposta, due deputati che sembrano usciti dalla Prima Repubblica. Barani, per non confondere le sue origini socialiste craxiane, gira ancora con il garofano rosso all'occhiello. De Luca non dimentica di ricordare Gerardo Bianco, il suo maestro democristiano. Otto articoli e se il primo è per precisare l'unicità della famiglia, il secondo è per definire i titolari dei diritti della proposta di legge: persone maggiorenni, conviventi da almeno tre anni non legati da vincoli di parentela né da precedenti matrimoni.Al terzo articolo si comincia: tra questi conviventi c'è il diritto di assistenza nel caso di malattie o ricovero presso strutture ospedaliere.
Al quarto articolo si va oltre: il diritto di decisioni di questioni etiche. Come per quello che riguarda malattie fortemente invalidanti. O circa la donazione degli organi, ma anche sulle modalità delle esequie. Ma non finisce qui. Anzi.
L'articolo 5 e l'articolo 6 regolano l'abitazione della convivenza.Se muore il convivente proprietario della casa, l'altro ha il diritto di rimanerci in quella casa. Perlomeno ne ha diritto fino ad una nuova convivenza o un eventuale matrimonio. L'altro articolo prevede invece il subentro del contratto di affitto fra i due conviventi. Ce ne è anche per gli alimenti. Proprio come in una vera separazione: oltre la cessazione della convivenza è previsto che il convivente più debole abbia diritto di avere alimenti. Per capire: ci si richiama all'articolo 438 del codice civile. E per convivente più debole si intende quello che non ha mezzi propri di sostentamento. Il tutto, è ovvio, per un periodo proporzionato alla convivenza.La proposta di legge dei Didore verrà depositata oggi e porta in calce già una cinquantina di firme, raccolte soltanto tra i parlamentari della Pdl. Ma il ministro Rotondi lo ha già detto molte volte: il suo obiettivo è avere anche le firme dell'opposizione, da quella di Paola Concia a quella di Paola Binetti.
Alessandra Arachi

Papà gay ottiene l'affidamento congiunto della figlia

Il padre potrà stare con la figlia, un week end a settimane alterne, tre settimane d'estate, sei giorni durante il periodo natalizio e tre per la settimana di Pasqua. La decisione è stata accolta favorevolmente da diverse associazioni, non solo gay. "Le capacità genitoriali - dicono - prescindono dalle propensioni sessuali"

Il tribunale di Bologna ha deciso l'affidamento condiviso di una figlia minorenne ad una coppia separata nella quale il padre è dichiaratamente omosessuale. Si tratta del primo provvedimento del genere in Italia (nel 1997 era stata una mamma a dichiarasi omosessuale ma mai fino ad oggi era successo che a dichiararsi pubblicamente gay fosse il papà). In un primo momento, dopo la separazione, la bambina era stata affidata alla madre, con la facoltà per il padre di vederla quando lo desiderava previo accordo con la madre. In seguito però, visti gli ostacoli della donna a consentire al padre di vederla, ne è nata una contesa legale conclusa con la decisione del Tribunale di un affidamento ad entrambi i genitori. Nella loro decisione i giudici, pur mantenendo la residenza abituale della bambina presso la casa della madre, hanno fissato una regolamentazione precisa dei tempi nei quali sarà il padre a stare con la figlia, che prevedono fra l'altro un week end a settimane alterne, tre settimane durante l'estate, sei giorni durante il periodo natalizio e tre per la settimana di Pasqua. La sentenza è stata accolta positivamente da diverse parti. L'Ami, l'Associazione Matrimonialisti Italiani, giudica assolutamente condivisibile la sentenza del Tribunale di Bologna che ha applicato l'istituto dell'affidamento condiviso anche al caso di una coppia in cui uno dei due genitori, nel caso il padre, si era dichiarato omosessuale. "Nel 20% dei casi di separazione e richiesta di affidamento congiuto dei figli - dice il presidente Gian Ettore Gassani -, uno dei coniugi è omosessuale ma non lo dichiara pubblicamente. Quello di Bologna è il primo caso in cui un padre ammette pubblicamente, durante il processo, la propria omosessualità". La sentenza tra l'altro, aggiunge l'avvocato Gassani, "è
in linea con lo spirito delle attuali leggi che mirano ad eliminare ogni discriminazione di sorta nel rapporto tra genitori e figli. Inoltre, secondo gli orientamenti della maggioranza degli psicologi che si occupano di diritto di famiglia, le capacità genitoriali prescindono dalle propensioni sessuali".Anche l'Arcigay accoglie con favore la sentenza del Tribunale di Bologna. "La decisione di affidare congiuntamente la figlia minorenne sia alla madre che al padre, dichiaratamente omosessuale - afferma Aurelio Mancuso presidente nazionale dell'Arcigay -, si prefigura come un altro segno di civiltà giuridica, in un paese dove è solo la politica che non fa il suo dovere. Ci sono già state molte sentenze negli anni che hanno riconosciuto a donne lesbiche di ottenere l'affidamento dei propri figli. Questa sentenza, rafforza l'idea condivisa in tutta l'Europa e l'Occidente avanzati che le e gli omosessuali sono buoni genitori e hanno gli stessi diritti di quelli eterosessuali". Un po' polemico (ma con la stampa) Michele Giarratano, responsabile giuridico del Comitato bolognese Arcigay "Il Cassero", secondo il quale "i giudici di Bologna non hanno fatto nulla di straordinario se non applicare correttamente la legge italiana, la Costituzione e la legge europea. Dello stesso parere anche Sergio Rovasio segretario dell'associazione radicale "Certi diritti". Chi avrebbe mai pubblicato - chiede Giarratano - un affidamento condiviso ad un genitore nero? Raccontando episodi quotidiani ponendo l'accento su un fattore non determinante quale l'orientamento sessuale di un genitore, diventa una disparità di trattamento, una vera e propria discriminazione". Di parere diametralmente opposto il deputato dell'Unione di Centro Luca Volontè secondo il quale "la decisione del Tribunale di Bologna devasta i diritti dell'infanzia". A devastare i diritti dell'infanzia, secondo Volontè, sarebbe il contesto nel quale il minore viene inserito. "Un bimbo - precisa - non può crescere in maniera equilibrata e serena con molteplici figure maschili che si scambiano il ruolo di padre".Secondo una ricerca condotta qualche anno fa da Arcigay in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, si può calcolare che ad oggi sono circa 100mila i bambini con genitori omosessuali.I genitori sono tali indipendentemente dagli orientamenti sessuali. Sei d'accordo? Dì la tua
(23 luglio 2008)

Finché morte ci unisca al cimitero


A Rimini i conviventi avranno gli stessi diritti delle coppie sposate, anche se solo al cimitero.

A Rimini, diversamente da altre comuni, il regolamento cimiteriale non consente di acquistare loculi pre-mortem: solo all'atto del decesso la famiglia del defunto può provvedere alla sua sistemazione sborsando una cifra che si aggira sui 5.000 euro.Con l'approvazione del nuovo regolamento invece, non solo i coniugi potranno riservarsi posti vicini ma potranno farlo anche i conviventi grazie a un emendamento proposto da Rifondazione comunista passata quasi all'unanimità, con il voto favorevole anche di cattolici, di ogni posizione politica, e del centrodestra che a Rimini è all'opposizione. Unico astenuto un consigliere dei Popolari Liberali (ex Udc) che ha avanzato timori speculativi o possibili obiezioni da parte degli eredi.Il tema è quello delle coppie di fatto, un riconoscimento sul quale si spendono anche in questi giorni parole e discussioni, fantasmi di legge con i nomi più diversi - Pacs, Dico, DiDoRe - ma ben pochi fatti a eccezione di botta e risposta tra maggioranza e opposizione e moniti dei Papa. In assenza di una normativa a livello nazionale i comuni viaggiano a due velocità nei limiti legislativi che gli sono concessi. Talvolta non senza tornare sui propri passi: come a Genova dove il registro delle unioni era dato per imminente all'inizio dell'anno ma ancor manca o come a Pescara, dove invece stanno pensando di revocarlo.

Famiglie, Coppie e Genitori LGBTQI Verona

Famiglie LGBTQ è il Blog di tutte le famiglie, le coppie e i genitori LGBTQI di Verona. Il nostro scopo è il pieno riconoscimento dei diritti per le nostre famiglie e per le nostre unioni.
Se volete ricevere informazioni su di noi, lo potete fare scrivendoci una e-mail: familygay.verona@gmail.com - Altre informazione le trovate presso le sedi delle associazioni e dei gruppi LGBT veronesi.