Francia: Matrimonio gay entro l'anno


Francia, l'annuncio del Ministro della Famiglia: 'Matrimonio gay in un anno' 
Le dichiarazioni del titolare del dicastero Dominique Bertinotti, alla vigilia del Gay Pride. L'obiettivo è mantenere l'impegno preso durante la campagna elettorale 

Venerdì 29 Giugno 2012
Fonte: Repubblica.it  in Vita di coppia




Parigi - Le coppie omosessuali potranno sposarsi in Francia sin dal 2013: è la promessa che fa oggi, sulle pagine del giornale Le Parisien, il ministro francese della Famiglia, Dominique Bertinotti, alla vigilia della Gay Pride, che si terrà domani a Parigi. Il ministro sostiene che il governo manterrà l'impegno preso durante la campagna elettorale di Francois Hollande: si tratta del punto numero 31 del suo programma, in cui è previsto l'accesso al matrimonio e all'adozione per le coppie dello stesso sesso. La procedura potrebbe tuttavia richiedere diversi mesi. "Bisogna prendersi il tempo di redigere il testo e non è poco", ha tenuto a precisare il ministro. Il testo dovrà inoltre ottenere l'ok del Consiglio Superiore dell'Adozione e del Consiglio di Stato prima di poter essere presentato in Parlamento. In Francia il matrimonio gay, che esiste già in paesi europei molto cattolici come Spagna e Portogallo, sarà al centro di un progetto di legge che dovrebbe essere presentato in Parlamento dopo l'estate. Ma il percorso, come ha annunciato il ministro non sarà semplicissimo. Il dibattito sulla parità di diritti anche per lesbiche e gay sarà intenso. La possibilità di sposarsi permetterà infatti agli omosessuali di fondare una famiglia. Secondo le stime nel paese i bambini con genitori gay sarebbero 20.000. Anche se la maggioranza dei francesi è a favore del matrimonio fra persone dello stesso sesso, il ministro Bertinotti deve affrontare forti resistenze. Sabato scorso, incontrando i rappresentanti dell'Unione nazionale delle associazioni familiari si è trovata al centro di una polemica quando ha invocato "uguaglianza tra le famiglie".

Loro hanno detto SI al Matrimonio Gay...e noi?

C'è un mondo che va avanti e non si ferma senza nascondersi dietro la scusa della crisi economica e sociale.
Non esisto problemi o questioni prioritarie. Un paese non cresce solo economicamente, ma cresce anche quando grantisce maggiore felicità ai propri cittadini. Altri paesi questo non lo capiscono o non vogliono capirlo. Francia e Usa lo hanno capito.
Il neo eletto presidente Hollande e il presidente degli Stati Uniti Obama vanno avanti con la legge sul "Matrimonio Gay". Bravi!



La copertina di "Liberation": Loro hanno detto SI al matrimonio gay... e noi?

Europa, quotidiano del Pd contro le nozze gay

Dopo la storica sentenza della Cassazione che riconosce pari diritti alle coppie e alle famiglie lgbt, aprendo finalmente a leggi che riconoscano le unioni fra persone dello stesso sesso, EUROPA, uno degli organi d'informazione del Partito Democratico (PD) prende posizione contro l'eventualità di "Matrimoni gay" nel nostro paese.
A questo punto ci chiediamo seriamente... Ma da cosa si distingue questo Centro sinistra da un centrodestra omofobo e reazionario? E' solo la voglia di rimarcare le differenze di "valori" dentro un partito messo insieme con la colla, oppure per qualcuno c'è l'esigenza di mandare continuamente messaggi oltretevere per assicurarsi la poltrona da qualche parte.



Da " Europa" del 17-03-2012

Il nostro no alle nozze gay

La sentenza della Cassazione che respinge la richiesta di una coppia di omosessuali italiani di registrare il matrimonio celebrato in Olanda, auspicando una legislazione che riconosca «il diritto alla vita familiare» per le coppie dello stesso sesso, ha aperto il dibattito. Ci interessa, in questa sede, fare chiarezza a proposito di alcune dichiarazioni secondo le quali il parlamento europeo, nella sua ultima seduta a Strasburgo, sarebbe andato più avanti sulla strada del cosiddetto “matrimonio gay”. In realtà la relazione annuale del parlamento europeo sulla parità tra uomo e donna per il 2011, presentata da Sophia in ‘t Veld, olandese liberale dell’Alde sull’attuazione delle cinque priorità strategiche della Ue per il 2010/2015 (indipendenza economica, poteri decisionali, lotta alla violenza, gender pay gap, relazioni esterne) non legittima nessuno a dire che l’Europa ha fatto un «concreto passo avanti» sulla strada del riconoscimento delle famiglie gay. Né la Commissione ha raccolto nella sua replica questo aspetto, evidentemente ultroneo rispetto agli obiettivi della sua comunicazione in discussione. È però vero che la relatrice ha introdotto alcuni passaggi che abbiamo giudicato palesemente fuori contesto, strumentali e non condivisibili, per noi come per alcuni altri colleghi del Pd e anche qualcuno dell’S&D. Di qui la nostra decisione di esprimerci contro gli articoli in questione e quindi di astenerci o non partecipare al voto sulla relazione. Il nostro disaccordo muove da motivazioni di contenuto e di fondatezza giuridica. Innanzitutto, perché non spetta alla Commissione europea – come si chiedeva nella relazione – «di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni civili e delle famiglie omosessuali a livello europeo», pur se tra «paesi in cui già vige una legislazione in materia». Il diritto civile in materia di famiglia rientra infatti nella competenza dei singoli stati membri in base al principio di sussidiarietà. Cosa diversa è il mutuo riconoscimento tra stati membri degli effetti e dei diritti derivanti dalle rispettive legislazioni in materia tra persone di diversa nazionalità o eventuali disposizioni a livello Ue per la tutela dei minori. Obiezioni di metodo e di contenuto riguardano anche il paragrafo nel quale si esprime «rammarico» per l’adozione da parte di alcuni stati membri di definizioni restrittive di “famiglia” con «lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli», in nome del principio di non discriminazione sulla base di sesso o di orientamento sessuale. Prima di tutto vorremmo ricordare che nella maggioranza degli stati membri, tra cui la Francia, vigono legislazioni che riconoscono lo status di famiglia alla coppia di due sessi, unita in matrimonio, salvo prevedere forme diverse di tutela giuridica delle coppie di fatto o di omosessuali (si pensi ai Pac francesi). In Italia, com’è noto, la nostra Costituzione (che su questo tema si è espressa anche con la sentenza n°4184 del 2010) definisce la famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio», pur equiparando giustamente i diritti dei figli nati fuori o dentro una famiglia e i diritti/doveri dei genitori. E in quella parola «naturale» c’è il riconoscimento (non l’imposizione) del sodalizio primigenio e fondamentale tra uomo e donna, come cellula fondativa della società e del’umanità, preesistente allo stato, che ha attraversato millenni della storia umana e che lo stato riconosce e tutela con particolare favore. Ma è anche noto che il Pd ha assunto, fin dall’esperienza nel governo Prodi, e in una sua proposta di legge in discussione alla camera, una posizione ufficiale a proposito del riconoscimento delle convivenze etero e omosessuali, prevedendo non già una loro equiparazione allo stato giuridico della famiglia, ma la possibilità di accedere a specifici diritti e tutele. Al di là comunque di questa vicenda, resta un quesito di fondo che meriterebbe un franco e aperto confronto tra noi, anche sollecitati dalla sentenza della Cassazione: il principio di non discriminazione per orientamento sessuale, assolutamente condivisibile sul piano umano, etico, politico e giuridico, può essere invocato per rendere indifferente lo status del matrimonio rispetto alla sua natura e cultura di compresenza di un uomo e di una donna, fondata sulla reciprocità della differenza sessuale e orientata (non certamente vincolata) alla procreazione, senza provocare una mutazione antropologica e un indebolimento della costruzione dell’identità sessuale di bambini e bambine? Forse è giunto il momento, per noi del Partito democratico nel gruppo S&D, di interrogarci in profondità e con reciproco rispetto su questa tematica a partire da qualche interrogativo scomodo, piuttosto che attraverso i segnali di fumo degli emendamenti nelle aule parlamentari. 

Silvia Costa e Patrizia Toia

La Cassazione: Famiglie LGBT pari diritti


Arcigay. Cassazione: pagina storica per i diritti delle coppie lgbt


In attesa di conoscere le motivazioni, possiamo però dire già oggi che la sentenza 4184 della prima sezione civile della Corte di Cassazione ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di
una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali.
Sono almeno tre i punti che ci sembrano configurare un’autentica rivoluzione copernicana.Da una parte, la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un “diritto alla vita familiare”, recependo quindi l’orientamento già espresso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2010 .
In secondo luogo la Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione già adottata dalla nostra Corte costituzionale sempre nel 2010, riconoscendo alle persone omosessuali “il diritto a vivere liberamente una condizione di coppia” con la possibilità di ricorrere ai giudici “a prescindere dall’intervento del legislatore in materia”.
Ma soprattutto la Corte formula importanti affermazioni di principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni politici circa la natura necessariamente eterosessuale del matrimonio. Difatti, la sentenza chiarisce che “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del
matrimonio”. Grande riconoscenza all’avvocato Francesco Bilotta,vero padre di una strategia giudiziaria che sta trascinando l’Italia dei politici pavidi e balbettanti più vicino all’Europa delle grandi scelte
e dei grandi ideali. Da oggi principi fino a ieri incredibili entrano nel nostro ordinamento come autentico diritto vivente.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
www.arcigay.it

Il gruppo genitori ELGBT Rainbow (Verona) si incontra :

Prossimo incontro presso i Rebis Mercoledì 12 ottobre ore 21.
Prossimo incontro presso il Milk Center Martedì 25/10  ore 21. (prima ci incontriamo per una pizza alle ore 20. per info 3493134852)
Ermanno Marogna - Formazione LGBT - Verona
Tel. 349 4641139 e_mail: formazionelgbt@yahoo.it
Abbiamo creato inoltre una Mailing List sulla "genitorialità e sulle coppie di fatto" (sia etero che gay).
L' e_mail per iscriversi è familygay.verona@gmail.com

Si ricorda che si tratta di un gruppo di incontro e mutuo auto-aiuto, rivolto a genitori di figli omosessuali ed anche a genitori omosessuali che hanno avuto dei figli in precedenti relazioni eterosessuali o come single.

Il gruppo viene frequentato anche da figli (intendendo non genitori) che desiderano confrontarsi sulle tematiche relative al rapporto genitori-figli in relazione agli aspetti del orientamento sessuale e del identita di genere.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI ANNO 2011-2012

GRUPPO GENITORI RAIBOW


Milk – martedi Rebis - mercoledi
Anno 2011 anno 2011

27/09                        14/09

25/10                         12/10

29/11                          16/11

14/12



Anno 2012 anno 2012



31/01                     18/01

28/02                     15/02

27/03                     14/03

24/04                     11/04

29/05                     16/05

26/06                     13/06

24/07                     11/07

Se un giorno, il matrimonio gay-lesbico passerà...

Se un giorno, speriamo non tanto lontano, il matrimonio gay-lesbico passerà, ci saranno delle persone che in varie parti d'Italia andranno ringraziate. Queste persone a Verona hanno un nome: Si chiamano Rita e Luigia. In tanti anni di loro militanza nel movimento sono quelle che più di altre hanno portato avanti pubblicamente la battaglia per i matrimoni. Con la loro visibilità di coppia e organizzando spesso celebrazioni (non riconosciute legalmente, ma estremamente valide e importanti per noi comunità) ed eventi sul matrimonio hanno fatto un azione politica non indifferente. Sopprattutto quando sono finite in televisione e sui giornali, arrivando perfino a far discutere della cosa interpellando pubblicamente Tosi.
Presto al Milk le nostre paladine hanno organizzato altri "matrimoni" e credo che non si fermeranno.
L'onorevole Paola Concia (unica deputata dichiaratamente lesbica in parlamento), Arcigay e altre organizzazioni LGBT vogliono spingere l'accelleratore sulla battaglia per il matrimonio e anche noi a Verona dovremmo supportarli. Sarebbe carino costituire ufficialmente anche da noi un comitato o gruppo "SI, LO VOGLIO!" per iniziative sul matrimonio.
Zeno
Vi allego comunicato Arcigay sul matrimonio:
Comunicato stampa. Arcigay. Un tavolo per il matrimonio gay
Arcigay condivide l'iniziativa dell'On.le Paola Concia di provare a censire quanto più possibile le coppie italiane sposate all'estero per ragionare ed agire con ogni possibile iniziativa, mediatica, politica, giudiziaria, sul tema del riconoscimento dei loro diritti in Italia, come profilo specifico del più vasto e drammatico problema della totale assenza di riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso nel nostro Paese.
L'emergere di una crisi economica gravissima evidenzia ancora di più l'esigenza di massima attenzione a chi deve e dovrà affiancare la povertà di diritti ad una crescente instabilità sociale ed economica.
Arcigay si appresta al lancio di un'ampia iniziativa in questo senso e da subito propone di coordinarla con quella che l'unica deputata dichiaratamente lesbica del nostro Parlamento ha a sua volta suggerito, all'interno di un Tavolo che coinvolga le associazioni parte delle iniziative matrimonialiste ,e che presto verrà annunciato e convocato.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
Stefano Bolognini
Ufficio Stampa Arcigay
Tel: 3486839779 Skype: ste_bolo
Via Don Minzoni 18, 40121 Bologna - ufficiostampa@arcigay.it - http://www.arcigay.it/ -http://www.pegasonline.ne/

Famiglie, Coppie e Genitori LGBTQI Verona

Famiglie LGBTQ è il Blog di tutte le famiglie, le coppie e i genitori LGBTQI di Verona. Il nostro scopo è il pieno riconoscimento dei diritti per le nostre famiglie e per le nostre unioni.
Se volete ricevere informazioni su di noi, lo potete fare scrivendoci una e-mail: familygay.verona@gmail.com - Altre informazione le trovate presso le sedi delle associazioni e dei gruppi LGBT veronesi.