Francia: diritto d'adozione concesso ad una donna lesbica

Emmanuelle B., che convive con la sua compagna da 20 anni, ha ottenuto l'autorizzazione ad adottare un bambino. Per la comunità lgbt è un buon precedente per il diritto d'adozione delle coppie gay.
E' di oggi la notizia che il tribunale amministrativo di Besançon ha annullato la decisione del Consiglio generale della regione di Jura che ha respinto la richiesta di adozione avanzata da un'insegnante lesbica di 48 anni. Sono più di dieci anni che Emmanuelle B., che vive insieme alla sua compagna Laurence da vent'anni, si batte per ottenere il diritto ad adottare un bambino. Una domanda rigettata a più riprese dal Consiglio Generale di Jura. Per questa vicenda, la Francia era stata condannata per "discriminazione sessuale" con una sentenza emessa nel gennaio 2008 dalla Corte Europea per i Diritti Umani. Dopo l'ennesimo rifiuto, Caroline Mécary, avvocato di Emmanuelle B. aveva denunciato l'omofobia di Jean Raquin, presidente del Consiglio Generale di Jura. Era il 4 febbraio scorso.
Oggi il tribunale di Besançon ha stabilito che i motivi addotti dal Consiglio non giustificavano "legalmente la decisione di rifiutare la richiesta di autorizzazione all'adozione". Adesso, l'autorizzazione dovrà essere rilasciata entro 15 giorni, con un'ammenda prevista di 100 euro al giorno per ogni giorno di ritardo.Naturalmente, l'autorizzazione ad adottare un bambino è stato concessa a Emmanuelle B. mentre la sua compagna Laurence non avrà alcun diritto legale sul bambino o sulla bambina ed è su questo che la comunità lgbt francese punta per ottenere la legalizzazione delle adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Certo è che per tutti, in Francia, l'autorizzazione ad adottare concessa a Emmanuelle B., che i giudici sanno benissimo essere lesbica con un rapporto stabile con un'altra donna, è un segnale forte e un precedente importante.

Omosessualità e genitorialità 24 NOVEMBRE 2009

MARTEDI’ 24 NOVEMBRE 2009


Genitori come gli altri
tema della serata è stato: Omosessualità e genitorialità
Serate di dibattito e confronto LGBT sulle tematiche, i problemi, i sogni dei genitori omosessuali ...ed il mondo in cui viviamo.
Il prossimo Martedì sarà il 07 Dicembre con argomento la bisessualità. In sede Arcilesbica/Arcigay Verona
Dalle ore 21 in via Gela, 9 (Borgo Nuovo) Verona
Se oggi capita sempre più spesso che i bambini abbiano diverse figure di madri e padri, o che i genitori non vivano assieme, o che i figli di differenti matrimoni convivano, non vuol forse dire che la famiglia tradizionalmente intesa, con padre, madre e figli naturali, non è più la sola possibile. Esistono famiglie diverse. Se il concetto di genitorialità è mutato, e si è affermata la multigenitorialità in quel prodotto culturale e sociale che è la famiglia, ci siamo chiesti perchè gli omosessuali non possono essere considerati “genitori come gli altri”
Ci siamo confrontati in un FORUM . La nostra proposta di incontro, confronto, dibattito aperto a tutte/i soci e simpatizzanti sulle questioni, le tematiche, i problemi, i sogni, le rivendicazioni, sul mondo LGBT in generale e non solo.
Per evitare i dialoghi botta/risposta abbiamo usato un pupazzo che ci siamo passati l'un con l'altro/a anche per non sovrapporre la voce . E' stata una serate diversa dove ognuno ha potuto esprimere la sua opinione. Durante le serate di FORUM, è stato messo a disposizione materiali informativi sull’argomento trattato.
Due Martedì al mese nella nostra sede di via Gela, 9 in Borgo Nuovo a Verona.
Dalle ore 21 I dibattiti e gli argomenti di FORUM trattati in sede, potranno poi essere ripresi e sviluppati sui nostri FORUM
sul web i 2 forum : http://juliette.forumattivo.com
www.arcigayverona.org/forum
Per informazioni: 349.3134852 - 346.9790553
http://www.arcilesbicaverona.blogspot.com/
Dal libro “Genitori come altri” omosessualità e genitorialità di Anne Cadoret sono stati presi molti spunti ma anche da riviste, articoli sul giornale e riviste.
Un grazie ancora per questa "prima" riuscitissima

“MAMMA SONO GAY” Incontro dibattito sul tema del coming out in famiglia


Incontro: Lunedi 16 novembre 2009 - ore 21.00
Conducono Ermanno e Tina

Ospite dell’incontro è Tina, mamma di un ragazzo transessuale che ci parla della sua esperienza nel rapporto col figlio nel percorso da lui compiuto per portare avanti la “transizione”, ovvero il percorso di “cambio di sesso” da ragazza a ragazzo nelle sue varie fasi.
L’obbiettivo della serata è portare i partecipanti a confrontarsi sugli aspetti del coming out in famiglia, ovvero sugli aspetti legati allo svelamento (o al non svelamento) della propria omosessualità o del transessualismo con tutte le implicazioni che questo comporta.
Il coming out in famiglia è una questione delicata che spesso rappresenta una svolta epocale per una persona omosessuale o transessuale.
Per questa ragione è un evento che muove emozioni molto intense sia in famiglia, che nel figlio o figlia omosessuale che si svela e, proprio per questo, è un evento talvolta desiderato, altre volte temuto, evitato, rinviato ad un “momento migliore” e, qualche volta, subito quando avviene contro la propria volontà, ma per motivi accidentali o per lo svelamento da parte di terzi.
Spesso il coming out non avviene mai poiché il figlio o la figlia fa la scelta di non dirlo in famiglia e sceglie quindi di mantenere la propria omosessualità come fatto privato.
L’incontro viene introdotto da un breve “momento teatrale” a cui segue un’intervista a Tina condotta da Ermanno.
Nel corso della serata viene dato spazio alle domande da parte dei partecipanti e quindi allo scambio tra diverse esperienze, vissuti e riflessioni.

L’incontro si tiene a Rebis, Stradone Santa Lucia 17-C (a 300 metri dal cavalcavia di viale Piave in direzione Mantova) a Verona.

La serata è aperta a tutti per cui non è necessaria la prenotazione.

2 volte genitori: documentario glbt

Prossimamente il gruppo genitori glbt come sua prima attività vuole proiettare il film :
"2 volte genitori" di Claudio Cipelletti, prodotto da Agedo, fa luce sui problemi affrontati dai genitori di figli omosessuali e sull'associazione che raccoglie padri e madri orgogliosi dei loro figli a prescindere dall'orientamento sessuale.

Passa parola...
2 VOLTE GENITORI: "Mio figlio è come io lo penso?". Prima o poi ogni genitore, a causa di piccoli o grandi motivi, si è trovato di fronte a questo interrogativo. Questo documentario entra direttamente nel cuore delle famiglie nel momento critico della rivelazione dell'omosessualità di un figlio o una figlia. Attraverso un delicato lavoro di ascolto, il film indaga questo percorso tra le aspettative disilluse dai figli e l'accettazione, al di là dell'omosessualità in quanto tale, della propria rinascita come genitori. Il documentario nasce dalla forte motivazione dell'Agedo (Associazione genitori di omosessuali, che ha prodotto il film col finanziamento della Commissione Europea) a dar voce alle famiglie con figli gay, un'operazione mai tentata prima in Italia.
Il gruppo glbt di Verona propone con orgoglio un documentario che mettono in luce diversi aspetti della vita degli omosessuali di oggi, della storia gay e del divertimento. “2 volte genitori” di Claudio Cipelletti mostra cosa vuol dire essere padri e madri di persone omosessuali (in collaborazione con l’Agedo);

Matrimonio gay, come procede? Chiediamo aiuto all'Europa

da Francesco Zanardi prmanuel@gayitaliani.eu
Novembre 2009
Un nuovo gruppo che ho deciso di aprire su Facebook , il precedente verrà mantenuto ma aveva un indirizzo molto personale, questa è una lotta comune dalla quale io e Manuel vogliamo ottenere il massimo, il matrimonio, ma non riguarda solo noi, il riconoscimento dei cittadini omosessuali in Italia porterà tutti noi ad avere più tutela dei nostri diritti, quelli che ci illudiamo di avere fino a che non li andiamo ad interrogare e ci rendiamo conto che non ne abbiamo, per lo meno non rispecchiano la nostra condizione.
La classe politica ora , come prima al governo da una vita non ci considera, evita il problema, amici dico da una vita perche io ho 40 anni e ho il diritto di potere decidere i miei obbiettivi nella vita.
In un paese democratico in fondo non dovrebbe essere il caso di chiedere certe cose, evidentemente non è cosi, proviamo anche la strada del parlamento europeo, so che non può intervenire direttamente, ma può sollevare UN CASO UMANO come è la nostra condizione e stimolare qualche intervento.
Vi sarei grato se divulgaste il più possibile l’indirizzo del nuovo gruppo o la mia mail.
Cordialmente Zanardi Francesco.

Iscrivetevi anche voi al gruppo Europa Help






Descrizione del gruppo:
Ho creato questo gruppo perchè ritengo che la condizione degli omosessuali in un paese "civile" come il nostro sia veramente da terzo mondo. Facciamo parte della Comunità Europea chiediamo aiuto a loro, il nostro paese non ci considera.Un inno alla libertà sessuale, per un paese più civile.http://www.youtube.com/watch?v=Pvfexvihri8






Così ci scrisse Francesco di Savona ad Ottobre prima che il sindaco di Savona gli mandasse una raccomandata dicendo che le leggi italiane non gli permettessero di sposarli:



Ciao a tutti, amici e sostenitori di "Gay Italiani" siamo arrivati al momento cruciale, questo sabato io e Manuel potremmo sposarci e capite bene che questa sarà una settimana cruciale perche noi che non vogliamo un matrimonio simbolico (senza valore) ma un vero e proprio MATRIMONIO CIVILE perche vogliamo tutelarci a vicenda e non convivere, quello lo stiamo già facendo.
Domani o dopo verrà consegnato tramite l’associazione Certi Diritti il memoriale richiesto dal sindaco di Savona il quale verrà successivamente visto dai legali del comune, il sindaco potrebbe come promesso decidere di sposarci.
Sono state intraprese altre iniziative tra le quali la raccolta di firme, chi volesse firmarla può farlo a questo link http://www.petizionionline.it/petizione/francesco-manuel-forse-il-primo-matrimonio-gay-in-italia/120 , io e Manuel abbiamo scritto una “Lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano” che verrà inviata domani e diffusa ai media tra qualche giorno.
Stiamo organizzando anche (nel caso non avvenisse il matrimonio) una protesta simbolica, del tipo di appendere alla finestra di casa un panno blu, ora non ho ancora notizie in merito a questo, in simbolo non di protesta ma per fare capire che noi ci siamo, siamo in tanti ma senza alcun diritto.
Cordialmente Francesco & Manuel Zanardi

Happy Gay Day


17/09/2009 - Arcigay L'Aquila

ARCIGAY CONSOLI

ARCILESBICA AMAZZONI

In collaborazione con FONDAZIONE LUCIANO MASSIMO CONSOLI

Ospiti di STABILIMENTO MARCO POLO di Pineto

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI PINETO (TERAMO)

presentano

HAPPY GAY DAY

RISPETTO DELLE DIFFERENZE… RISPETTO DELLA VITA!

Pineto (TE), 26 settembre 2009, Lido Marco Polo
Sabato 26 settembre 2009, presso il Lido Marco Polo di Pineto, in provincia di Teramo, Via Lungomare N° 2 – Zona Garden – 64025 Pineto (TE) – Tel. 085.9490846, a solo 10 km da Pescara, si terrà una intera giornata dedicata alla comunità LGBT.
La manifestazione sarà improntata sulla celebrazione simbolica di matrimoni LGBT con il Rito Laico Consoli – rituale congeniato dal celebre scrittore e storico gay: Massimo Consoli, scomparso circa due anni fa, con il quale anche in passato, sono state celebrate varie unioni di questo tipo sia pubbliche che private.
Le attrazioni principali della giornata sono incentrate sulla presenza in qualità di Testimonial dell’evento, della popolare cantautrice Valeria Vaglio, la quale interverrà nell’ambito della giornata su tutte le tematiche, del fondatore e attuale Presidente Onorario di Arcigay: Franco Grillini, il quale presenterà il suo libro “Ecce Omo “ e dalla partecipazione all’evento di: Presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso, alcune esponenti della Segreteria di Arcilesbica Nazionale fra cui la Presidente Francesca Polo, il Referente dell’Associazione Certi Diritti Abruzzo Luigi Caribé e il Presidente dell’Associazione Gay Lib Enrico Oliari con altri rappresentanti della segreteria nazionale e rappresentanti degli enti locali.
L’evento avrà inizio alle ore 15.30, presso lo stabilimento Marco Polo in località Pineto. La manifestazione avrà inizio con la presentazione del libro “Ecce Omo” di Franco Grillini, seguirà dibattito fra i rappresentanti LGBT e il pubblico sui temi trattati nel libro e sui diritti civili in particolare sugli atti omofobi subiti nell’ultimo periodo subiti dalla nostra comunità.
Alle ore 17.30 si procederà con la celebrazione dei matrimoni laici sempre presso il lido Marco Polo, in cui saranno distribuiti i famosi Confetti Gay Bride, forniti dall’imprenditore Gay Friendlly di Sulmona: Mario Pelino. A seguire aperitivo after houre, Spettacolo Drag Queen con Elizabeth & Lady Krizia.

Infine: performance improvvisate, musica e intrattenimento.
INFO Tel. 347.3017980

L'amore e basta di Emy e Lorenza

04/09/2009 - Redazione arcigay
Pubblichiamo un'intervista a Emy Zigatti e Lorenza Tizzi, attiviste lesbiche di Arcigay e una delle 9 coppie protagoniste del film di Stefano Consiglio "L'Amore e Basta", in uscita il 4 settembre 2009 al Festival del Cinema di Venezia e nelle sale.
1) Parlateci un po’ di voi, delle vostre passioni, di quello che vi lega e della storia della vostra coppia.
Abbiamo entrambe 37 anni e viviamo insieme in provincia di Mantova, con i nostri gatti Papito e Alaska. Ci siamo conosciute e subito amate 8 anni fa. Il 28 giugno 2007, nell’anniversario delle rivolte di Stonewall, ci siamo iscritte nel Registro delle Unioni Civili del nostro paese: Viadana.
Ci piace andare ai Pride tanto quanto viaggiare; alle partite di rugby come ai concerti. Conosciamo e frequentiamo molte persone straordinarie, etero e non. Siamo molto intolleranti con i prepotenti.
Ci sentiamo due ragazze fortunate, anche perché le nostre famiglie ci amano e rispettano a vicenda, e ricordiamo con più facilità momenti felici piuttosto che tristi.
2) Qual è la vostra esperienza di attiviste in Arcigay?
Siamo entrate in Associazione nel 2002… Fu strano la prima volta a Bologna: allora eravamo le uniche due donne. Ma fummo accolte con un calore ed un affetto che non scorderemo mai.
Da allora e per molti anni il nostro impegno per la “causa” è stato quasi totalizzante. Oggi siamo un po’ meno presenti nella vita del Comitato (di Cremona) e dell’Associazione a causa di un naturale calo fisiologico dovuto all’età e al fatto che abbiamo deciso di dedicare più tempo alla nostra vita privata e alla realizzazione di alcuni nostri progetti, ma l’attivismo in Arcigay per noi ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi il non arrendersi, il non lasciarsi scivolare addosso le situazioni, ma piuttosto lottare con tutte le proprie forze affinché le cose cambino… e se proprio non dovessero cambiare non provare l’oppressione del rimpianto di non aver fatto nulla.
3) Cosa vi ha spinto a raccontarvi intimamente al pubblico che vedrà il film “L’Amore e basta”?Innanzitutto ci è piaciuta l’idea di immortalare la nostra storia d’amore e di poterla veder rappresentata in un prodotto di qualità.
In seconda istanza l’essere consce del fatto che tante persone omosessuali non se la sentono di metterci la faccia. Noi crediamo di aver costruito intorno a noi le condizioni per poterlo fare e ci è sembrato giusto e doveroso nei confronti della Comunità non sprecare questa grande opportunità.
4) Come è avvenuto l’incontro con Stefano Consiglio e come sono state girate le vostre scene?Sergio Lo Giudice tempo addietro aveva mandato un messaggio in mailing list informando del progetto di Stefano. Non neghiamo che il fatto che fosse proprio Sergio a promuovere la cosa ci ha dato la fiducia necessaria a rivolgerci a Stefano con una semplice mail… a cui sono seguiti contatti ed un paio di incontri.
Le scene sono state girate nel Luglio del 2008 nel giardino di casa nostra. Quasi due giorni memorabili, eccitanti e divertenti insieme alla fantastica troup di Stefano che ci ha consentito di sentirci abbastanza a nostro agio davanti alle telecamere mentre Stefano ci “interrogava” per alcune ore.
5) La critica parla della “naturalezza sconvolgente” con cui vengono dipinte le relazioni di coppie omosessuali. Vi ritrovate in questa definizione?
Decisamente si: quando abbiamo fatto le riprese per il film non sapevamo neanche quali domande ci avrebbero fatto. E’ stato tutto molto spontaneo, sebbene fossimo molto emozionate.
Inoltre avevamo delle perplessità rispetto alla partecipazione perché ci sentivamo inadeguate: pensavamo che il nostro amore potesse essere speciale solo per noi, ma che agli occhi degli altri sarebbe risultato convenzionale; dopo l’incontro in cui abbiamo conosciuto il regista ci siamo convinte delle sue intenzioni e che era esattamente quello che cercava.
6) Come descrivereste il vostro “amore e basta”?
Proprio così… è amore e basta… niente di più e niente di meno. Una storia d’amore, una relazione, un progetto, una casa, dei gatti e forse un giorno dei figli… quasi banale… appunto… AMORE E BASTA!
7) Per la politica italiana siete due estranee. Avete ancora la forza di fare un’appello per chiedere diritti oppure avete un’idea nuova per cambiare questo paese così incivile?
Abbiamo fortemente la percezione di vivere in un Paese incivile – non solo per quanto riguarda i mancati diritti lgbt e per l’omo-transfobia diffusa – ed infatti spesso ci rifugiamo nel sogno di fuggire in un Paese degno della maiuscola come la Spagna. E’ una prospettiva allettante da molti punti di vista, ma ci allontanerebbe dalle nostre famiglie e dai nostri affetti, dalle nostre sicurezze e dalla nostra dimensione, quindi sarebbe comunque una privazione della nostra legittima aspirazione al benessere.
Anche se a volte ci prendono rabbia e sconforto, non lasceremo che qualcuno si appropri di ciò che ci spetta: la libertà.
8) Cosa direste ad una coppia lesbica che non ha il coraggio di rendersi visibile?
Che essere visibili aiuta a vivere più serenamente con se stesse e a vivere a 360° il rapporto di coppia, senza essere costrette in diverse situazioni a tacere la gioia del proprio amore o a negarsi occasioni felici per stare insieme.
Il coming out è come uno sport: è esercizio da praticare quotidianamente, che all’inizio richiede un certo sforzo, ma che con l’allenamento affrontiamo con meno fatica e grandi risultati.
Ed è il mezzo più dirompente contro l’omofobia.
9) Il 4 settembre il film debutterà alla Mostra del Cinema di Venezia e nei cinema italiani: è una gran bella occasione per la comunità omosessuale?
Ce lo auguriamo! Ci sono molti ottimi film che raccontano le gioie e le difficoltà dell’amore di coppie omosessuali, ma raramente varcano la soglia della comunità lgbt e quindi poco aiutano a scalfire la coperta di pregiudizi che vorrebbe soffocarci.Inoltre questo non è un film drammatico o romanzato, ma semplicemente una serie di fotografie reali di nove tra milioni di amori al mondo.
10) Avete già visto il film in anteprima? Fate un appello per andare a vederlo.
Vedremo il film per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia, venerdì 4 settembre. Siamo molto eccitate per l’evento e siamo felici di poter condividere questo momento con il regista Stefano Consiglio, che ci ha convinte a partecipare con la sua grande passione e convinzione in questo film.
Pensiamo che sia un film molto coinvolgente perché chiunque potrà immedesimarsi in almeno una delle nove storie brevemente raccontate con la straordinaria semplicità dell’amore.

Famiglie, Coppie e Genitori LGBTQI Verona

Famiglie LGBTQ è il Blog di tutte le famiglie, le coppie e i genitori LGBTQI di Verona. Il nostro scopo è il pieno riconoscimento dei diritti per le nostre famiglie e per le nostre unioni.
Se volete ricevere informazioni su di noi, lo potete fare scrivendoci una e-mail: familygay.verona@gmail.com - Altre informazione le trovate presso le sedi delle associazioni e dei gruppi LGBT veronesi.