CHIAMPARINO “CELEBRA” LE NOZZE TRA DUE DONNE


Il sindaco di Torino ha accettato di aderire alla cerimonia simbolica
sabato 05 dicembre 2009 , di la Stampa di MARIA TERESA MARTINENGO

Antonella e Debora avranno il loro «sì». Sarà un «sì» - come si dice - senza valore legale. Ma per loro, e non solo per loro (la popolazione lesbica, gay, bisessuale e transessuale è stimata il 5-10% del totale), sarà prezioso comunque. Lo pronunceranno davanti al sindaco Sergio Chiamparino, che ha accettato di «celebrare» quello che lui definisce «un atto privato». Privato ma anche politico. «Posso fare un atto che richiami - spiega il sindaco - alla scelta che dovrebbe essere dei parlamentari: una proposta di legge che introduca uno strumento giuridico, che non è il matrimonio, che consenta alle persone dello stesso sesso di riconoscersi diritti e doveri per il presente e per il futuro. Uno strumento che si affianchi al matrimonio civile».

Sono una coppia solida Antonella D’Annibale, 45 anni, operatrice del Servizio contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale del Comune, e Debora Galbiati Ventrella, 44, educatrice professionale, famiglia siciliana valdese, un ex prete operaio come amato padre adottivo. Si amano da otto anni, per molto tempo hanno abitato «in pochi metri quadrati affacciati sul cortile della casa popolare dove ho sempre vissuto, condivisi con il Labrador di Debora: una situazione che ci ha messo alla prova», racconta Antonella. Ora hanno traslocato poco lontano, sempre in Barriera, in un luminoso e coloratissimo appartamento pieno di libri, di foto, collages, con una cucina superattrezzata. Si descrivono «figlie di una cultura che non includeva il matrimonio». Poi, però... «Abbiamo capito che chiedere di più di una semplice convivenza è una questione di diritti: chi vuole sposarsi deve poterlo fare». Nel tempo, quell’idea è maturata anche in loro. «Un giorno, mesi fa, ho guardato Debora negli occhi e le ho detto “Ti voglio sposare entro l’anno”», ricorda Antonella. Una necessità interiore, un gesto di puro amore. Ma l’amore visibile tra due donne o due uomini, che vorrebbe affermarsi con carte e registri, nel 2009 è anche, ancora, militanza. «La nostra generazione ha fatto della visibilità un valore politico. Niente di sfoggiato, non diciamo alla seconda parola di essere lesbiche. Ma - dice Debora - non nascondiamo i nostri sentimenti, la nostra vita insieme».

Con tutto questo nella mente e nel cuore, Antonella e Debora hanno aderito alla «Campagna di affermazione civile» promossa dall’associazione radicale Certi Diritti e dalla rete di avvocatura lgbt «Rete Lenford». «L’iniziativa è semplice - spiega Enzo Cucco, tra i fondatori di Certi Diritti -, si tratta di chiedere al proprio comune di contrarre matrimonio civile. In Italia l’hanno già fatto 20 coppie conviventi dello stesso sesso. Come Antonella e Debora, tutte hanno ottenuto un rifiuto. Ogni rifiuto viene impugnato presso il tribunale di competenza e contro ogni sentenza sfavorevole si fa ricorso al grado successivo. Non è provocazione, ma un atto di rivendicazione di un diritto che la stessa Corte Costituzionale definisce fondamentale. L’obiettivo è, appunto, far pronunciare la Corte Costituzionale». Il Tribunale di Torino ha respinto il ricorso di Debora e Antonella (e le ha condannate al pagamento delle spese processuali).

Poco dopo è partita una lettera a Chiamparino. «Vorremmo incontrarla e parlarle di un desiderio: vogliamo sposarci. E non possiamo farlo. Per questo ci sentiamo discriminate, nel nostro paese, nella nostra città. Sappiamo che gli indirizzi europei sono di eliminare ogni forma di discriminazione, ma del nostro matrimonio non si sta occupando nessuno. Siamo certe che lei vorrà ascoltarci... E vorrà essere d’esempio compiendo un’azione politica e culturale che ci avvii verso il Nuovo». Il 21 novembre il sindaco le ha ricevute, le ha ascoltate, ha spiegato loro che la legge non può essere violata. «Ci ha detto che potrebbe anche sposarci in presenza di testimoni ma che sarebbe privo di valore giuridico. E che potrebbe riproporre in giunta il registro delle unioni civili». Ieri Chiamparino ha ribadito: «Se vogliono venire nel mio ufficio, o trovarsi in un altro posto dove io le unisco in matrimonio, si può fare. Ma senza nessuno che dia un valore formale a questo atto». Ancora: «Credo sia giusto che persone dello stesso sesso che nutrono affetto, amore, tra loro, possano regolare i loro diritti». Il «sì» potrebbe essere pronunciato entro dicembre. Come Antonella e Debora vorrebbero.

Irina e Irina si sono sposate: "Inizia un lungo viaggio"

Sperano che il loro gesto dia una spinta determinante alla lotta per le nozze gay in Russia. Per questo le due donne hanno scelto di sposarsi a Toronto: "La nostra lotta sarà utile a tutte le coppie".
Ce l'hanno fatta. Dopo un lungo percorso legale che nel loro paese, la Russia, ha avuto esito negativo, Irina e Irina, come avevano annunciato, si sono sposate a Toronto, Canada, dove le nozze gay sono legali e riconosciute.
Come ricorderete, le due donne hanno più volte, invano, provato a sposarsi in Russia tentando, soprattutto, di portare la questione delle coppie gay all'ordine del giorno.Adesso sperano che le loro nozze rappresentino l'esempio di una scappatoia per tutte le coppie omosessuali russe cui è negato il diritto al matrimonio e che siano un escamotage per aggirare la legge che in realtà non specifica il sesso delle persone che possono contrarre matrimonio.
L'attivista per i diritti delle persone lgbt Nikolai Alekseev, che è anche il loro legale, ha dichiarato a GayRussia.ru: "Siamo ammirati dalla calda accoglienza che questo paese ci ha riservato e dalla favolosa città di Toronto. Anche se non si tratta del mio matrimonio, questo è un giorno che dimenticherò difficilmente. Siamo grati all'organizzazione lgbt canadese 'Eagle' per averci aiutati nell'organizzazione del matrimonio delle nostre Irina qui a Toronto. Molti in Russia, compresa la comunità lgbt - ha aggiunto - pensano che le nozze tra persone dello stesso sesso siano impossibili, ma la battaglia per l'uguaglianza del matrimonio è un investimento per un futuro democratico e libero per il nostro paese. Sappiamo che un giorno lo otterremo ed è questa la ragione per cui abbiamo iniziato. Saluto il coraggio di Irina e Irina che stanno dimostrando che l'amore non conosce barriere. Stanno dando a tutti un grande messaggio di speranza".
In una conferenza stampa tenutasi prima della cerimonia di nozze, la coppia ha dichiarato: "Questo è solo l'inizio di un lungo viaggio di riconoscimento dei diritti familiari per le coppie omosessuali in Russia. Abbiamo ricevuto moltissime email e messaggi di congratulazioni da parte di gay e lesbiche russe che vogliono che la loro unione venga riconosciuta, ma la maggior parte di loro non sono in grado di lottare per i propri diritti. Siamo fiduciose nel fatto che la nostra lotta tornerà presto anche a loro vantaggio".La coppia di sposine dovrebbe rientrare in Russia questa settimana e le due donne hanno dichiarato di voler portare il loro caso davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani.

Francia: diritto d'adozione concesso ad una donna lesbica

Emmanuelle B., che convive con la sua compagna da 20 anni, ha ottenuto l'autorizzazione ad adottare un bambino. Per la comunità lgbt è un buon precedente per il diritto d'adozione delle coppie gay.
E' di oggi la notizia che il tribunale amministrativo di Besançon ha annullato la decisione del Consiglio generale della regione di Jura che ha respinto la richiesta di adozione avanzata da un'insegnante lesbica di 48 anni. Sono più di dieci anni che Emmanuelle B., che vive insieme alla sua compagna Laurence da vent'anni, si batte per ottenere il diritto ad adottare un bambino. Una domanda rigettata a più riprese dal Consiglio Generale di Jura. Per questa vicenda, la Francia era stata condannata per "discriminazione sessuale" con una sentenza emessa nel gennaio 2008 dalla Corte Europea per i Diritti Umani. Dopo l'ennesimo rifiuto, Caroline Mécary, avvocato di Emmanuelle B. aveva denunciato l'omofobia di Jean Raquin, presidente del Consiglio Generale di Jura. Era il 4 febbraio scorso.
Oggi il tribunale di Besançon ha stabilito che i motivi addotti dal Consiglio non giustificavano "legalmente la decisione di rifiutare la richiesta di autorizzazione all'adozione". Adesso, l'autorizzazione dovrà essere rilasciata entro 15 giorni, con un'ammenda prevista di 100 euro al giorno per ogni giorno di ritardo.Naturalmente, l'autorizzazione ad adottare un bambino è stato concessa a Emmanuelle B. mentre la sua compagna Laurence non avrà alcun diritto legale sul bambino o sulla bambina ed è su questo che la comunità lgbt francese punta per ottenere la legalizzazione delle adozioni per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Certo è che per tutti, in Francia, l'autorizzazione ad adottare concessa a Emmanuelle B., che i giudici sanno benissimo essere lesbica con un rapporto stabile con un'altra donna, è un segnale forte e un precedente importante.

Omosessualità e genitorialità 24 NOVEMBRE 2009

MARTEDI’ 24 NOVEMBRE 2009


Genitori come gli altri
tema della serata è stato: Omosessualità e genitorialità
Serate di dibattito e confronto LGBT sulle tematiche, i problemi, i sogni dei genitori omosessuali ...ed il mondo in cui viviamo.
Il prossimo Martedì sarà il 07 Dicembre con argomento la bisessualità. In sede Arcilesbica/Arcigay Verona
Dalle ore 21 in via Gela, 9 (Borgo Nuovo) Verona
Se oggi capita sempre più spesso che i bambini abbiano diverse figure di madri e padri, o che i genitori non vivano assieme, o che i figli di differenti matrimoni convivano, non vuol forse dire che la famiglia tradizionalmente intesa, con padre, madre e figli naturali, non è più la sola possibile. Esistono famiglie diverse. Se il concetto di genitorialità è mutato, e si è affermata la multigenitorialità in quel prodotto culturale e sociale che è la famiglia, ci siamo chiesti perchè gli omosessuali non possono essere considerati “genitori come gli altri”
Ci siamo confrontati in un FORUM . La nostra proposta di incontro, confronto, dibattito aperto a tutte/i soci e simpatizzanti sulle questioni, le tematiche, i problemi, i sogni, le rivendicazioni, sul mondo LGBT in generale e non solo.
Per evitare i dialoghi botta/risposta abbiamo usato un pupazzo che ci siamo passati l'un con l'altro/a anche per non sovrapporre la voce . E' stata una serate diversa dove ognuno ha potuto esprimere la sua opinione. Durante le serate di FORUM, è stato messo a disposizione materiali informativi sull’argomento trattato.
Due Martedì al mese nella nostra sede di via Gela, 9 in Borgo Nuovo a Verona.
Dalle ore 21 I dibattiti e gli argomenti di FORUM trattati in sede, potranno poi essere ripresi e sviluppati sui nostri FORUM
sul web i 2 forum : http://juliette.forumattivo.com
www.arcigayverona.org/forum
Per informazioni: 349.3134852 - 346.9790553
http://www.arcilesbicaverona.blogspot.com/
Dal libro “Genitori come altri” omosessualità e genitorialità di Anne Cadoret sono stati presi molti spunti ma anche da riviste, articoli sul giornale e riviste.
Un grazie ancora per questa "prima" riuscitissima

“MAMMA SONO GAY” Incontro dibattito sul tema del coming out in famiglia


Incontro: Lunedi 16 novembre 2009 - ore 21.00
Conducono Ermanno e Tina

Ospite dell’incontro è Tina, mamma di un ragazzo transessuale che ci parla della sua esperienza nel rapporto col figlio nel percorso da lui compiuto per portare avanti la “transizione”, ovvero il percorso di “cambio di sesso” da ragazza a ragazzo nelle sue varie fasi.
L’obbiettivo della serata è portare i partecipanti a confrontarsi sugli aspetti del coming out in famiglia, ovvero sugli aspetti legati allo svelamento (o al non svelamento) della propria omosessualità o del transessualismo con tutte le implicazioni che questo comporta.
Il coming out in famiglia è una questione delicata che spesso rappresenta una svolta epocale per una persona omosessuale o transessuale.
Per questa ragione è un evento che muove emozioni molto intense sia in famiglia, che nel figlio o figlia omosessuale che si svela e, proprio per questo, è un evento talvolta desiderato, altre volte temuto, evitato, rinviato ad un “momento migliore” e, qualche volta, subito quando avviene contro la propria volontà, ma per motivi accidentali o per lo svelamento da parte di terzi.
Spesso il coming out non avviene mai poiché il figlio o la figlia fa la scelta di non dirlo in famiglia e sceglie quindi di mantenere la propria omosessualità come fatto privato.
L’incontro viene introdotto da un breve “momento teatrale” a cui segue un’intervista a Tina condotta da Ermanno.
Nel corso della serata viene dato spazio alle domande da parte dei partecipanti e quindi allo scambio tra diverse esperienze, vissuti e riflessioni.

L’incontro si tiene a Rebis, Stradone Santa Lucia 17-C (a 300 metri dal cavalcavia di viale Piave in direzione Mantova) a Verona.

La serata è aperta a tutti per cui non è necessaria la prenotazione.

2 volte genitori: documentario glbt

Prossimamente il gruppo genitori glbt come sua prima attività vuole proiettare il film :
"2 volte genitori" di Claudio Cipelletti, prodotto da Agedo, fa luce sui problemi affrontati dai genitori di figli omosessuali e sull'associazione che raccoglie padri e madri orgogliosi dei loro figli a prescindere dall'orientamento sessuale.

Passa parola...
2 VOLTE GENITORI: "Mio figlio è come io lo penso?". Prima o poi ogni genitore, a causa di piccoli o grandi motivi, si è trovato di fronte a questo interrogativo. Questo documentario entra direttamente nel cuore delle famiglie nel momento critico della rivelazione dell'omosessualità di un figlio o una figlia. Attraverso un delicato lavoro di ascolto, il film indaga questo percorso tra le aspettative disilluse dai figli e l'accettazione, al di là dell'omosessualità in quanto tale, della propria rinascita come genitori. Il documentario nasce dalla forte motivazione dell'Agedo (Associazione genitori di omosessuali, che ha prodotto il film col finanziamento della Commissione Europea) a dar voce alle famiglie con figli gay, un'operazione mai tentata prima in Italia.
Il gruppo glbt di Verona propone con orgoglio un documentario che mettono in luce diversi aspetti della vita degli omosessuali di oggi, della storia gay e del divertimento. “2 volte genitori” di Claudio Cipelletti mostra cosa vuol dire essere padri e madri di persone omosessuali (in collaborazione con l’Agedo);

Matrimonio gay, come procede? Chiediamo aiuto all'Europa

da Francesco Zanardi prmanuel@gayitaliani.eu
Novembre 2009
Un nuovo gruppo che ho deciso di aprire su Facebook , il precedente verrà mantenuto ma aveva un indirizzo molto personale, questa è una lotta comune dalla quale io e Manuel vogliamo ottenere il massimo, il matrimonio, ma non riguarda solo noi, il riconoscimento dei cittadini omosessuali in Italia porterà tutti noi ad avere più tutela dei nostri diritti, quelli che ci illudiamo di avere fino a che non li andiamo ad interrogare e ci rendiamo conto che non ne abbiamo, per lo meno non rispecchiano la nostra condizione.
La classe politica ora , come prima al governo da una vita non ci considera, evita il problema, amici dico da una vita perche io ho 40 anni e ho il diritto di potere decidere i miei obbiettivi nella vita.
In un paese democratico in fondo non dovrebbe essere il caso di chiedere certe cose, evidentemente non è cosi, proviamo anche la strada del parlamento europeo, so che non può intervenire direttamente, ma può sollevare UN CASO UMANO come è la nostra condizione e stimolare qualche intervento.
Vi sarei grato se divulgaste il più possibile l’indirizzo del nuovo gruppo o la mia mail.
Cordialmente Zanardi Francesco.

Iscrivetevi anche voi al gruppo Europa Help






Descrizione del gruppo:
Ho creato questo gruppo perchè ritengo che la condizione degli omosessuali in un paese "civile" come il nostro sia veramente da terzo mondo. Facciamo parte della Comunità Europea chiediamo aiuto a loro, il nostro paese non ci considera.Un inno alla libertà sessuale, per un paese più civile.http://www.youtube.com/watch?v=Pvfexvihri8






Così ci scrisse Francesco di Savona ad Ottobre prima che il sindaco di Savona gli mandasse una raccomandata dicendo che le leggi italiane non gli permettessero di sposarli:



Ciao a tutti, amici e sostenitori di "Gay Italiani" siamo arrivati al momento cruciale, questo sabato io e Manuel potremmo sposarci e capite bene che questa sarà una settimana cruciale perche noi che non vogliamo un matrimonio simbolico (senza valore) ma un vero e proprio MATRIMONIO CIVILE perche vogliamo tutelarci a vicenda e non convivere, quello lo stiamo già facendo.
Domani o dopo verrà consegnato tramite l’associazione Certi Diritti il memoriale richiesto dal sindaco di Savona il quale verrà successivamente visto dai legali del comune, il sindaco potrebbe come promesso decidere di sposarci.
Sono state intraprese altre iniziative tra le quali la raccolta di firme, chi volesse firmarla può farlo a questo link http://www.petizionionline.it/petizione/francesco-manuel-forse-il-primo-matrimonio-gay-in-italia/120 , io e Manuel abbiamo scritto una “Lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano” che verrà inviata domani e diffusa ai media tra qualche giorno.
Stiamo organizzando anche (nel caso non avvenisse il matrimonio) una protesta simbolica, del tipo di appendere alla finestra di casa un panno blu, ora non ho ancora notizie in merito a questo, in simbolo non di protesta ma per fare capire che noi ci siamo, siamo in tanti ma senza alcun diritto.
Cordialmente Francesco & Manuel Zanardi

Famiglie, Coppie e Genitori LGBTQI Verona

Famiglie LGBTQ è il Blog di tutte le famiglie, le coppie e i genitori LGBTQI di Verona. Il nostro scopo è il pieno riconoscimento dei diritti per le nostre famiglie e per le nostre unioni.
Se volete ricevere informazioni su di noi, lo potete fare scrivendoci una e-mail: familygay.verona@gmail.com - Altre informazione le trovate presso le sedi delle associazioni e dei gruppi LGBT veronesi.