«UNIONI CIVILI? CIARPAME». BUFERA SU CIARRAPICO

Il caso Sinistra e Arcigay all'attacco dell'editore: nostalgico di anni bui martedì 18 marzo 2008 , da Gaynews

Imbarazzo nel Pdl. Il leader pd: è come chi firmò le leggi razziali Pecorella: no a un linguaggio duro. Della Vedova: quasi metà dei cattolici è favorevole alle coppie di fatto ROMA — «Ciarpame. Da non prendere neanche in considerazione ». Giuseppe Ciarrapico ha bocciato così, ieri, le unioni di fatto dal sito cattolico on line, Petrus, sollevando critiche e proteste. Si era appena placata la bufera sollevata dalla sua dichiarazione d'affetto per il fascismo, e ora sull'ex patron delle acque minerali con molti guai giudiziari, candidato Pdl, torna a scatenarsi la polemica. Accuse arrivano da Sinistra Arcobaleno e movimenti gay.Il leader Pd Walter Veltroni rimprovera al centrodestra di «avere imbarcato un futuro senatore che faceva lo stesso saluto di quelli che hanno firmato le leggi razziali in questo Paese». E ne approfitta per recriminare: «Mentre noi chiudevamo con la sinistra radicale loro hanno chiuso con il centro moderato schizzando a destra».Ma anche nel Pdl c'è chi, come Gaetano Pecorella, stigmatizza il linguaggio di Ciarrapico. E chi, come Benedetto Della Vedova, invita a seguire altri esempi. Ma il Ciarra tira dritto. Liquida come «tempesta in un bicchier d'acqua» le critiche. Respinge le accuse di fascismo («Io sono guelfo. Ribadisco l'ammirazione per Giorgio Almirante. E che c'è di male? Mi hanno detto che sono antisemita, una cosa senza senso: all'età delle leggi razziali avevo quattro anni»). «Sono ancora più onorato di candidarmi », insiste. Definisce il suo rapporto con la fede «ineccepibile ». Giudica i cattocomunismi «il vero e grande cancro della Chiesa». E dichiara la sua stima crescente nei confronti di Benedetto XVI, sua «stella polare ».Sulla famiglia torna a far rumore: «È una sola — dice —, quella fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, il resto è ciarpame da non prendere neanche in considerazione». Luxuria e Titti De Simone (Sinistra Arcobaleno) reagiscono: «Definire ciarpame milioni di conviventi significa mantenere l'orologio del tempo fermo ad un passato bocciato dalla storia. È più immorale chi come lui è stato condannato in via definitiva per sfruttamento del lavoro minorile». «Ciarpame ha un'assonanza curiosa con il cognome che porta», fa notare il socialista Franco Grillini. «Destra becera» attacca Angelo Bonelli (Sinistra Arcobaleno). «Battute da squadrista fascista» rincara l'Arcigay. Si indigna anche Barbara Pollastrini (Pd) per la «nostalgia di un'epoca buia della nostra storia». E quel linguaggio di «disprezzi e discriminazioni » verso chi condivide «un progetto affettivo che non si identifica con la famiglia tradizionale ». «Che squallore» conclude invitando il centrodestra a levare la voce.Ma c'è imbarazzo nel Pdl. Gaetano Pecorella non si sottrae: «Non c'è bisogno di essere fascisti per dire che la famiglia è quella basata sul matrimonio tra un uomo e una donna. C'è nella Costituzione. Poi nella libertà individuale rientra qualsiasi cosa», precisa. Ma riconosce: «Ciascuno usa il linguaggio di cui è capace. Uno più morbido sarebbe opportuno». L'uscita di Ciarrapico non piace neanche a Benedetto Della Vedova, liberal del Pdl. Dati alla mano mostra «come quasi metà dei cattolici sia favorevole alle coppie di fatto». E aggiunge: «Non bisogna prendere Ciarrapico come punto di riferimento ».

Virginia Piccolillo

Avvenire pubblica un articolo con l'elenco dei presenti

Per avere una conferma visiva che il tema delle coppie di fatto sarà un cavallo di battaglia della Sinistra L’Arcobaleno e dei socialisti bastava affacciarsi ieri a Montecitorio. All’iniziativa della Linfa (Lega italiana nuove famiglie) «Un politico per due» c’erano proprio tutti. Dai Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e Angelo Bonelli, a Cesare Salvi (Sinistra democratica), uno dei principali attori in qualità di presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato dell’iter parlamentare dei Dico e dei Cus.
I Socialisti erano rappresentati dal segretario Enrico Boselli, da Roberto Villetti e dal candidato al Campidoglio Franco Grillini.
Nutrita la pattuglia di Rifondazione, da Gennaro Migliore alle esponenti del mondo omosessuale e transgender Vladimir Luxuria e Titti De Simone. Non poteva mancare il leader del nuovo soggetto politico Fausto Bertinotti. A tutti è stato chiesto di sottoscrivere un impegno, firmando un certificato simbolico. «Per noi della Sinistra arcobaleno - ha affermato il candidato alla Presidenza del Consiglio - questo tema è nelle cose da fare subito anche per disegnare una nuova società». L’ex sindacalista e presidente della Camera è, però, gradualista nell’approccio occorre un «compromesso dinamico» che apra a «nuove conquiste».
L’esempio che l’ex cigiellino porta è sullo Statuto dei lavoratori. Ma subito attualizza: «Uno dei più grandi smacchi è stato non riconoscere le coppie di fatto anche quando c’era un compromesso nel programma». E se non ci si è riusciti regnante Prodi, i partiti che non corrono con il Pd non si fanno illusioni su Walter Veltroni. «Da sindaco di Roma ha impedito la realizzazione del registro delle unioni civili - commenta Boselli -. Se il buongiorno si vede dal mattino credo che da segretario del Pd non farà nulla di diverso e cercherà di occultare i temi della laicità». Non ha esitazioni, infine, a individuare il modello a cui ispirarsi il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, la Spagna di Zapatero: «Il nostro Paese ha bisogno di leggi moderne sulla coppie di fatto». (G.San.)

Unioni Civili: La sinistra si impegna su coppie di fatto

(ANSA) - ROMA, 23 FEB - Un ''certificato simbolico'' e una richiesta concreta: la politica si impegni per una legge sulle coppie di fatto da approvare nella prossima legislatura. In piena campagna elettorale, anche il popolo delle coppie di fatto della ''Linfa'' (La lega italiana nuove famiglie) si e' mobilitato, con una iniziativa simbolica ('Un politico per due') che ha visto un parlamentare ''adottare'' una coppia di fatto. Una chiamata di responsabilita' alla quale la Sinistra Arcobaleno, con il suo leader Fausto Bertinotti, ha risposto prontamente: ''questo tema è nelle cose da fare subito anche per disegnare una nuova società''. Nel corso dell'incontro, organizzato davanti a Montecitorio, i rappresentanti della Linfa guidati da Alessandro Zan hanno espresso ai politici ospiti l'esigenza che non vi siano più discriminazioni nei confronti delle coppie gay, lesbiche ma anche di coppie eterosessuali che hanno scelto la convivenza al posto del matrimonio. Una richiesta che nasce tra l'altro dalla delusione per la mancata approvazione di una legge nella legislatura appena conclusa, che ha visto uno scontro molto aspro sulla proposta del Governo di varare i Dico.Oltre al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, hanno risposto all'appello della Linfa, Enrico Boselli candidato a sindaco di Roma per il Partito Socialista, Franco Grillini e Roberto Villetti. In prima fila c'era anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio accompagnato dal capogruppo alla Camera Angelo Bonelli e il capogruppo di Sinistra Democratica al Senato Cesare Salvi. Nutrita anche la pattuglia di Rifondazione Comunista guidata dal capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore. Per il Prc c'erano anche Vladimir Luxuria e Titti De Simone. Bertinotti ha citato l'esempio della Spagna: ''tra poco ci saranno le elezioni e non Zapatero ma il suo oppositore, il leader del Partito Popolare, dice che se dovesse vincere la destra verrebbe cambiato solo il termine matrimonio per gli omosessuali ma non i diritti. Si pensi all'Italia e si misuri la distanza''. Concretamente, il leader della Sinistra Arcobaleno pensa che ''sul tema dei diritti bisogna ragionare su un compromesso. Si tratta di un passaggio necessario a condizione che si distingua da una schifezza rispetto a un compromesso dinamico che apre nuove conquiste''.''In questa fase di campagna elettorale - ha detto Pecoraro Scanio - i partiti devono avere un programma chiaro e non prendere in giro gli elettori. L'Italia è molto indietro rispetto ai paesi europei dove, perfino il centrodestra e i conservatori hanno posizioni molto più aperte del Pd, è il caso della Francia e della Spagna di Aznar''. Da Boselli un attacco al Partito Democratico: ''Il programma del Pd è un netto passo indietro rispetto a quello di Prodi che già lasciava a desiderare. Da sindaco di Roma Veltroni ha impedito il registro delle unioni civili, se il buongiorno si vede dal mattino il segretario del Pd occulterà questi temi''. (ANSA).

Articolo pubblicato sul sito della LINFA Lega Italiana Nuove Famiglie

Bertinotti su Unioni Civili

BERTINOTTI, LEGGE SU UNIONI CIVILI VA FATTA SUBITO Il leader della Sinistra Arcobaleno cita l'esempio della Spagna

sabato 23 febbraio 2008 , di ansa


ROMA, 23 FEB - 'I diritti sono un punto del programma ed un tempo i partiti socialdemocratici facevano una differenza tra il programma elettorale e il programma fondamentale. Per noi della Sinistra Arcobaleno questo tema e' nelle cose da fare subito anche per disegnare una nuova societa''. Lo afferma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine di un incontro con i rappresentanti della lega per le unioni di fatto.Il leader della Sinistra Arcobaleno cita l'esempio della Spagna: 'tra poco ci saranno le elezioni e non Zapatero ma il suo oppositore, il leader del Partito Popolare, dice che se dovesse vincere la destra verrebbe cambiato solo il termine matrimonio per gli omosessuali ma non i diritti. Si pensi all'Italia - conclude - e si misuri la distanza'.

Coppie di fatto nel programma PD

PD. POLLASTRINI: NEL PROGRAMMA C'E' IMPEGNO PER COPPIE DI FATTO Una legge saggia

sabato 23 febbraio 2008 , da
Gaynews

Roma, 23 feb. - Le coppie di fatto? Il Pd "nel programma ha scritto il proprio impegno", sottolinea, a margine di un convegno del Pd sulla laicita' organizzato oggi a Roma, il ministro per le Pari opportunita' Barbara Pollastrini."Il Partito democratico, nel suo programma, ha scritto il proprio impegno per le coppie di fatto e soprattutto- spiega Pollastrini- oltre al programma, ci saranno quelli che come me ritengono un traguardo di civilta' dare all'Italia una legge saggia per le coppie di fatto e omosessuali".

PD, "Sì ALLE COPPIE DI FATTO, ANCHE QUELLE GAY"

Nel programma l´applicazione della 194: "Ma l´aborto è un dramma" giovedì 21 febbraio 2008
Da
la Repubblica


di GIOVANNA CASADIO ROMA

- «L´aborto è un dramma e le donne che decidono di ricorrervi non lo fanno a cuor leggero... ma la 194 è una buona legge e va attuata in tutte le sue parti». Poche righe, nessuna slabbratura sui distinguo. Walter Veltroni del resto, l´ha voluto così il programma di governo del Pd. Sintetico. Trenta pagine (contro le 281 di quello dell´Unione nel 2006), 97 mila battute (contro le 586 mila di due anni fa). «Il nostro programma uguale a quello di Berlusconi e Fini? Se ne sentono di tutti i colori: ci sono differenze molto profonde. Se fosse uguale, non ci capisce perché lo criticano», scherza il segretario introducendo la direzione del partito.E comunque, nei dodici punti di programma che si basano «su dieci pilastri» (spiega Enrico Morando, il coordinatore), una parte concisa e inequivocabile è dedicata alle questioni eticamente sensibili. Innanzitutto, un futuro governo dei Democratici s´impegna sulle coppie di fatto. Il programma prevede il «riconoscimento e dei diritti e delle prerogative delle persone conviventi a prescindere dall´orientamento sessuale». Come era previsto nei naufragati Dico. Tutti d´accordo, anche Paola Concia e Andrea Benedino esponenti lesbo-gay del Pd per i quali «è un buon passo avanti». Esattamente il contrario di quanto Aurelio Mancuso dell´Arcigay detta in una nota: «Siamo delusi, non c´è nulla di nuovo sul fronte veltroniano». Sotto traccia anche le polemiche sulla 194 e l´aborto. In direzione, Rosy Bindi critica la formula usata: «Meglio sarebbe scrivere che è una legge equilibrata». Quel "buona" è inopportuno: non per tutti infatti è la migliore delle leggi possibili, per i cattolici non lo è. Il tentativo di non scontentare i cattolici, entrando un po´ più nel merito di modifiche della 194, è affidato a un documento che Anna Finocchiaro, la capogruppo dei senatori Pd e la teodem Paola Binetti hanno sottoscritto insieme. Tre pagine, che ieri sono state consegnate alle colleghe senatrici Pd per osservazioni e modifiche. Vi hanno lavorato Vittoria Franco, Albertina Soliani, Emanuela Baio. Per ora è solo una "bozza riservata" nella quale si loda la 194 «che ha permesso il contenimento di una piaga quale l´aborto da ritenersi un dramma sociale e individuale, del quale è auspicabile la completa scomparsa». Parole pesate per realizzare la mediazione laico-cattolica e proposte che accontentano sia i laici («Informazione sui mezzi di contraccezione») che i teodem («Creazione di un´unità di terapia intensiva neonatale» e nella relazione annuale sugli aborti anche «i dati clinici sulle patologie fetali»). Anna Finocchiaro la rivendica come una buona sintesi: «Sulla 194 ho molte cose che mi legano alla Binetti, una mozione insieme si può fare». Sui diritti civili, "alzata di scudi" laica di Barbara Pollastrini, ieri. La ministra delle Pari opportunità ha chiesto di inserire «l´approvazione della legge anti omofobia».Ottenuto. Nel programma entra anche a pieno titolo il testamento biologico. A tenere compatta la squadra, ci pensa il segretario che non manca di bacchettare. Sul "caso tv e Di Pietro" ritorna al Tg5 nel faccia a faccia con il direttore Mimun dopo le polemiche: «Non ci sarà nessun intento punitivo nei confronti di Mediaset, Di Pietro si atterrà al nostro programma ma passiamo oltre. Al primo punto, la sicurezza, quindi lo sviluppo, la concorrenza, il lavoro. Morando premette: il metodo è quello dell´etica della responsabilità, cioè per ogni progetto indicare costo e come si trovano le risorse.

ISTAT. NETTO CALO DEI MATRIMONI. AUMENTANO LE UNIONI

Grillini (Ps): "Trionfano le coppie di fatto. Necessaria una legge che le riconosca" giovedì 07 febbraio 2008 , di DIRE




(DIRE) Roma, 7 feb. - Sempre meno matrimoni vengono celebrati inItalia e, soprattutto, si consolida la tendenza a restare coppiadi fatto, se si decide di mettere al mondo dei figli. Secondo lestime dell'Istat, contenute negli Indicatori demografici per il2007, i matrimoni celebrati nel 2007 sarebbero appena 242 mila,pari a un tasso del 4,1 per mille, contro i 270 mila di cinqueanni prima (4,6 per mille). In un periodo pur caratterizzato daun lieve ripresa della fecondita', l'ultimo quinquennio sicaratterizza per l'incremento delle nascite "naturali", giunte arappresentare (dato 2006) il 18,6% del totale rispetto al 12,3%del 2002. Nello stesso periodo le nascite "legittime" scendonodall'87,7% all'81,4%. Le dimensioni del fenomeno, fa sapere l'Istat, sono ancoracontenute, soprattutto comparate con quelle di altri Paesieuropei (in Francia e Svezia, ad esempio, le nascite fuori dalmatrimonio superano il 50%, nel Regno Unito il 44%, mentre itassi di nuzialita' sono analoghi a quello italiano), ma segnanoil passaggio a una graduale trasformazione dei comportamentifamiliari in atto nel Paese. Nel Mezzogiorno, si stima unanuzialita' piu' alta rispetto al resto del Paese, mentre lapercentuale di nascite fuori del matrimonio e' nettamenteinferiore. In particolare, la Campania (5,3 per mille) e' laregione dove si contrae il maggior numero di matrimoni inrapporto alla popolazione.L'Istat stima che anche nelle altre regionidel Mezzogiorno, escludendo Abruzzo (3,8) e Molise (3,7) lanuzialita' si mantiene superiore alla media nazionale. Per quelche concerne la composizione delle nascite per filiazione, tuttele regioni del Mezzogiorno, tranne la Sardegna (18,9%),presentano percentuali di nascite naturali ben al di sotto dellamedia nazionale, con valori che oscillano dal 13,1% della Siciliaal 5,1% della Basilicata. Delle regioni del Centro-nord, solo nel Lazio la nuzialita'(4,2) e' un gradino sopra la media, mentre i valori minimi sirilevano nell'area a Nord-est del Paese, particolarmente inFriuli-Venezia Giulia (3,2), in Emilia-Romagna (3,4) e inTrentino-Alto Adige (3,4). In queste regioni, le coppiemanifestano, inoltre, una maggiore propensione a procreare, purnon essendo unite dal vincolo coniugale. Il massimo si rileva inProvincia di Bolzano (38% di nascite naturali) e in Valle d'Aosta(32%). Tra le regioni del Nord maggiormente rilevanti in terminidemografici vanno menzionate la Liguria (29%), l'Emilia-Romagna(29%) e la Toscana (28%). In questa area del Paese, osserval'Istat, le coppie si rifanno a un modello familiare piu' inlinea con le tendenze dei Paesi nord-europei, meno legate almatrimonio e piu' libere da vincoli nei confronti dellanatalita'. Viceversa, nelle regioni del Mezzogiorno, vige unmodello di coppia di stampo piu' tradizionale, dove il passaggiodel matrimonio rappresenta un vincolo importante prima di averedei figli.---Nota stampa. On. Grillini (Ps). Istat. Crolla il matrimonio tradizionale, trionfano le coppie di fatto. Necessaria legge che riconosca nuove famiglie.La fotografia dell'Istat sulle famiglie italiane è l'istantanea di una rivoluzione: crollano i matrimoni tradizionali, trionfano le coppie di fatto con figli nati fuori dal matrimonio, in perfetta sintonia con ciò che accade nel resto dell'Europa.All'Italia resta il triste primato dell'unico paese europeo che ancora distingue tra "figli legittimi", quelli nati nel matrimonio, e "figli naturali", quelli nati "fuori" dal matrimonio. Questi ultimi sono ancora discriminati in materia successoria.Il crollo dei matrimoni è legato ad una forte crisi dell'istituto tradizionale, ritenuto obiettivamente troppo rigido, e, in caso di crisi, troppo difficoltoso da sciogliere.L'interruzione anticipata della legislatura ha impedito purtroppo che arrivasse almeno al voto della lacunosa proposta sui CUS, i contratti di unione solidale, e di quella urgentissima sul divorzio breve.A mio parere la crisi del matrimoniale tradizionale è strettamente connessa all'incapacità del Legislatore di declinare la famiglia al plurale e di approvare leggi che riconoscano i diritti di tutte le famiglie, comprese quelle gay. Coloro che sostengono, a parole, di voler difendere la famiglia tradizionale, non sono altro che i maggiori responsabili della sua crisi.Il riconoscimento dei diritti di tutte le famiglie favorirebbe una maggior coesione sociale, e, ovviamente, l'inclusione determinerebbe un forte aumento dei nuclei familiari stessi.I dati Istat dimostrano che anche in Italia è assolutamente necessario riconoscere pari diritti e pari dignità a tutte i nuclei familiari esistenti.

On. Franco GrilliniDeputato socialista

Famiglie, Coppie e Genitori LGBTQI Verona

Famiglie LGBTQ è il Blog di tutte le famiglie, le coppie e i genitori LGBTQI di Verona. Il nostro scopo è il pieno riconoscimento dei diritti per le nostre famiglie e per le nostre unioni.
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